Lo Scorpio punge anche fra le rinfuse
Andrea Moizo
3rd November 2008 - Ship2Shore
Montecarlo – Per chiunque abbia a che fare con lo shipping il nome di Scorpio, ancorche' brand articolato in piu' realta', e' rimando immediato al wet market. Il che sicuramente non e' erroneo, ma viepiu' limitativo, perche' l’impegno nel dry di Emanuele Lauro, giovane ma navigato leader del gruppo monegasco, che nel comparto tanker vanta uno storico pedigree anche familiare, sta crescendo sensibilmente su piu' fronti.
Non ci sono, infatti, solamente la presa in consegna della prima capesize (King Robert) e i nuovi ordini della joint venture (con König & Cie) Scorship (Ship2Shore n.33/2008): anche Scorpio Logistics sta effettuando mosse strategiche in questo settore.
"Quando decidemmo di entrare nel settore bulk" racconta Lauro "il mercato aveva prezzi eccessivi sia per nuovi ordini che per second-hand e noleggi. Sicche', in attesa di approdare allo shipping vero e proprio, optammo per la nicchia dei servizi ai produttori di dry cargo commodities ed ai traders, sottoscrivendo tramite Scorpio Logistics, non a caso posizionata a Singapore, una quota minoritaria, ma cospicua, insieme ad un socio del calibro di Coeclerici, dell’indiana United Shippers Ltd. primario operatore locale che gestisce una flotta di un centinaio di barges e il porto di transhipment (carbone, bauxite, fertilizzanti, container etc.) di Dharamtar, destinato a breve a diventare il maggiore del subcontinente e ad essere collegato alla linea ferroviaria commerciale indiana".
In poco tempo l’attivita' si e' evoluta, toccando anche l’aspetto armatoriale: "Presso i cantieri Keppel alle Filippine, che curano l’assemblaggio di un nostro progetto, abbiamo in costruzione due mezzi transhippers autopropulsi" rivela il ventinovenne nipote di Glauco Lolli Ghetti, la cui giovane eta' spicca sullo sfondo della professionalita' e della competenza mostrate senza mai tracimare in prosopopea, non scontata ‘miscela’ – per restare in tema – quando si riceve tanto presto un’investitura ereditaria cosi illustre.
Non c’e' solo l’armamento pero': "Oltre alle due unita', destinate al succitato mercato indiano, Scorpio Logistics ha iniziative anche in altre parti del mondo. Premesso che si e' ancora ad una fase di studio e l’eventuale mancata concretizzazione non creerebbe alcun patema, particolarmente importante e suggestivo e' l’FRCT (Fitzroy River Coal Terminal) Project in Australia. Il progetto propone la realizzazione di un terminal carbonifero da 15 milioni di tonnellate annue di capacita' di movimentazione, da costruirsi sul delta del fiume Fitzroy, nel Queensland, in modo da sfruttare il trasporto su chiatta e quello su ferrovia, che sarebbe operato da Queensland Rail, nostro partner insieme a CQ Environmental. Siamo ancora alla fase di valutazione ambientale e di impatto economico: se tutto va come ci si augura il timing prevede l’inizio dei lavori a cavallo tra fine 2009 ed inizio 2010".
Non meno dinamica rimane l’attivita' core di Scorpio con i suoi vari brand: "Scorpio Ship Management, che si occupa esclusivamente di gestione tecnica, nei prossimi 6-8 mesi ampliera' la flotta facente capo a terzi da 2 ad 11 unita' (le navi di proprieta' sono 3 panamax tanker e 2 panamax bulker, ndr), mentre Scorpio Commercial Management – nella cui flotta e' appena entrata la Mare Atlantic di Marenave – fra panamax tanker pool (22 unita'), handymax tanker pool (23) e navi noleggiate (7) da altri operatori e poi ‘relettate’ al di fuori ha superato quota cinquanta, senza dimenticare Scorpio UK, il nostro presidio londinese dedicato allo spot chartering in continua espansione" riassume Lauro.
Il frutto di questa strategia ad ampio raggio, malgrado la moderazione ostentata, e' un malcelato quanto sincero sorriso sul volto del manager, che, concludendo, puo' dirsi soddisfatto non solo "per aver dimostrato agli armatori un commitment rilevante" ma anche "per aver tracciato la via di un significativo ritorno all’attivita' armatoriale diretta, antica passione di famiglia".
La morsa finanziaria globale non spaventa piu' di tanto perche' "il gruppo e' solido, debt free e nonostante il costante monitoraggio delle condizioni dei mercati finanziari e dei trasporti marittimi, per non farci cogliere di sorpresa, consideriamo la correzione di queste ultime settimane come una buona opportunita' per investire capitali ad entry levels piu' realistici ed accettabili rispetto ai 24-36 mesi passati. Senza grossi investimenti e quindi esposizione siamo riusciti ad acquistare una posizione di rilievo nel mercato cisterniero (e non solo) che ci ha portato fino a qui. Oggi gestiamo circa 60 unita' e con la fortuna che ci ha assistito negli ultimi anni, i prossimi saranno anni di consolidamento del lavoro fatto e di espansione strategica".