Riposizionamento sul mercato ed espansione. Dal nipote (del Sen. Bibolini) al nipote: parla l’erede dell’armatore Glauco Lolli Ghetti
Regge bene l’urto del passaggio generazionale la ‘navicella’ di Scorpio Ship Management S.A.M. La societa' monegasca di Glauco Lolli Ghetti, priva del suo fondatore e presidente da quasi un anno - l’armatore ciociaro e' mancato la scorsa primavera all’eta' di 85 anni – sta per prendere in consegna le prossime nuove costruzioni che arricchiranno la flotta controllata di petroliere e rinfusiere.
Il 14 febbraio sara' consegnata dal cantiere cinese New Century la King David, prima delle 6 panamax tankers ordinate nel 2005 da Scorship Tankers Gmbh & Co. KG.
Quest’ultima e' la joint venture formata un anno e mezzo fa da Scorpio Ship Management e dalla KG tedesca Koenig&Cie che si occupa della gestione di petroliere e portacontainer.
A seguire arriveranno le altre 73.400-dwt pitturate LR1 (Long Range One): la King Dean nel giro di un mese, King Douglas e King Duncan nel primo trimestre 2008, King Darius e King Daniel nel terzo trimestre del prossimo anno. L’investimento totale e' di circa 258 milioni di dollari. Particolare da non trascurare, l’ordine e' stato siglato ad un prezzo ancora favorevole grazie alle particolari entrature del committente; si ritiene oggi che il valore di mercato delle navi sia superiore di un buon 10 milioni di dollari cadauna.
Nell’occasione Scorship e' stata in grado di trovare, in tempi rapidi, un noleggiatore all’altezza. "Di fatto prima ancora che la nostra partnership fosse costituita di fronte al notaio" ricorda Emanuele Lauro, managing director della societa' con base ad Amburgo (unitamente a Tobias Koenig). Il charter quinquennale e' arrivato da China Oil, mentre le altre cinque newbuildings sono pure gia' state fissate dalla stesso gigantesco operatore cinese e dalla trading houses Glencore.
Per la joint venture, un successo commerciale presto replicato da quello dello scorso ottobre, quando Scorship ha messo nel Libra Tanker Pool 4 product carriers da 37.000 dwt (di cui 2 costruite nel 2001 e 2 nel 2004: Ashley, Rubine, Marine, Gange) acquistate da OMI, a cui le navi sono steate rinoleggiate. Il nuovo pool sara' presto rimpinguato da 4 newbuildings dal cantiere nipponico Hyundai Mipo (King Edward, King Erik, King Ernest, King Everest) in consegna nel 2007.
Solo fortuna? Per ammissione dello stesso Lauro, anche tanta testardaggine, audace ambizione ed un po’ di giovanile incoscienza. “Il nonno mi ripeteva sempre di darmi da fare; troppo facile chiedere i denari per finanziare certi progetti, anche per poter assaporare molto di piu' i successi quando si concretizzano” ricorda il giovane manager, che non nasconde il feeling a pelle con Glauco Lolli-Ghetti, il quale gli ha affidato la gravosa ma prestigiosa responsabilita' di occuparsi dell’azienda di famiglia nominandolo amministratore delegato gia` nel 2004.
"Sono fortunato ad avere anche una zia come Maria Amelia, che mi ha sempre incoraggiato e supportato ed ancora oggi, dalla sua base operativa di Ginevra, mi passa preziosi suggerimenti". Ma non e' sempre stata rose e fiori per il giovane Lauro – “ero uno scavezzacollo ai tempi del liceo, non certo uno studente modello, a Genova ho conosciuto quasi tutte le scuole; poi al collegio militare Morosini di Venezia mi sono ‘raddrizzato’ – come accade per i discendenti di grandi imprenditori della vecchia guardia, severi ed esigenti quanto generosi nell’elargire la loro fiducia (solo) a chi, tra figli e nipoti, dimostra di meritarla.
“Nonno mi ha voluto in azienda subito finiti gli studi universitari alla European Business School di Londra, sebbene io volessi farmi le ossa fuori” afferma Lauro, che parla di Lolli Ghetti come di una presenza ancora viva. “Bastava uno sguardo d’intesa senza proferire parola per capire se la cosa fatta era giusta. Non e' facile descrivere la particolare sensibilita' ed il feeling unico instaurato con il nonno, la fiducia che ha riposto in me mi ha riempito di orgoglio, ed oggi che lui non c’e' piu', lavoro ancora piu' duro di prima, non voglio deluderlo!”.
E cosi, dopo un tirocinio a bordo, uno in cantiere e qualche esperienza estiva presso due tanker brokers a Genova, Lauro approda in Scorpio a fine 2003. “Ma dopo tre settimane che ero qua, la societa' vende 3 navi panamax e 2 aframax ad una KG; per fortuna le tre ‘croate’ ((Margara del 1999, Los Roques del 2000 e Chaleur Bay del 2001) furono prese in charter back per 5 anni. A quel punto bisognava inventarsi qualche cosa…”
Ed ecco la luminosa idea della partnership in Germania. “Siamo andati a trovare alcune KG tedesche con tonnellaggio panamax per fare qualche cosa di nuovo; gestire le loro navi da un ufficio commerciale basato ad Amburgo. Di li l’idea si e sviluppata ed e' nata la joint venture Jacob-Scorpio Tanker Pool, fondata nel 2004 insieme a Jacob Tankschiffahrt, a sua volta una joint venture tra Ernst Jacob, Hansa Hamburg e la Warburg Bank. Inizialmente si pensava di insediare l’ufficio commerciale ad Amburgo, ma poi optammo per metterlo qui a Montecarlo, al fine di non restringere il ventaglio di potenziali clienti”.
Cosi JST e' stata acquartierata sin da subito presso Scorpio, che ha riservato una zona dei suoi uffici monegaschi al Gildo Pastor Centre, oggi rivelatisi insufficienti per i 10 addetti a tempo pieno su un totale di 32 impiegati del Gruppo Scorpio. Di conseguenza per il suo recente ventottesimo compleanno – e' nato nel dicembre 1978 – Lauro si e' regalato una nuova sede, che aveva gia' comperato il nonno: 1.000 mq (il doppio della precedente estensione) su due piani in una moderna palazzina denominata ‘Millennium’ lungo lo scorrevole boulevard Charles III, al confine fra il distretto monegasco della finanza Fontvieille e Cap d’Ail in Francia. “Occupiamo gli unici uffici del complesso, il resto e' area residenziale” spiega l’armatore, mostrando nell’ingresso principale il busto bronzeo del famoso Senatore Giovanni Battista Bibolini, da cui tutta la dinatia amatoriale deriva, ed a cui il ‘nipote putativo’ Lolli Ghetti teneva tanto.
L’iniziativa tedesca e' stata decisamente salutare per Scorpio. “Ci ha permesso di fare rete con molti operatori quotati, ed oggi JST gestisce un panamax tanker pool di 14 navi in acqua e di 7 LR1 in ordine in Cina e Corea, sette delle quali sono gestite direttamente da Scorpio: le tre di proprieta' (Noemi e Senatore da 72.500 dwt, costruite nel 2004, e la Venice, una 81.000 dwt del 2001) piu' quattro in charter da altri armatori”. La flotta di Scorpio, oltre alle tre citate, possiede anche le O.B.O. denominate 3 Maj e Mara, che sono operate in combinazione con il trader russo Clear Lake.
Uno degli aspetti da sempre curati da Lolli Ghetti & C. e' la qualita' abbinata alla sicurezza. ‘Best quality means greater safety’ non a caso e' il motto che ispira la compagnia. “Scorpio ha sempre speso – ma sarebbe meglio dire investito, perche' sono denari che ritornano – grosse cifre in queste due voci essenziali. Dunque non ci si deve sorprendere se clienti blasonati come Exxon-Mobil, BP, PDVSA, Vitol, Glencore, citgo, tanto per citarne alcuni, ci vengano ad offrire i loro carichi” puntualizza Lauro, che rimarca un altro asset fondamentale.
“I valori umani, lo spirito di squadra: ogni nostro dipendente e' dedicato intimamente alla Societa' cosi come noi rispettiamo lealmente il suo ruolo e lavoro. Sono ‘ricchezze’ che ci ha insegnato il nonno”. Lauro non puo' fare a meno di citare alcune delle figure chiave: Aldo Poma, general manager dal 2002 dopo 14 anni con Premuda di Navigazione; Francesco Bellusci, technical manager che, malgrado la lunga militanza (e' con Scorpio dal 1995), e' ancora un giovanotto, Rosada Guglielmi, administration manager del pool; Capt. Sergio Gianfranchi, capo operazioni in Jacob Scorpio; Ashley Cooper, vetting safety & security manager di Scorpio nonche' membro dell’Intertanko Vetting Committee; Kevin Sinclair, IT manager che ha costruito un sofisticato software aziendale; “Siamo una bella squadra: 11 nazionalita' su una trentina di persone che compongono lo shore staff dell’azienda; e' entusiasmante confrontarsi ogni giorno con diverse culture” . In conclusione, Lauro e' felice dell’assetto assunto dall’azienda che ora dirige.
“La scomparsa del nonno e' stata certamente un duro colpo, umanamente prima ancora che professionalmente, ha lasciato un vuoto incolmabile, ma come avrebbe voluto lui, lo abbiamo assorbito con una certa determinazione. Siamo molto contenti del riposizionamento ottenuto sul mercato negli ultimi 3 anni, che ci reputa nei fatti affidabile sia come gestore che come armatore. Ne abbiamo avuto riprova recente con le possibilita' che ci sono state date da grandi armatori greci e giapponesi affidandoci a noleggio navi ad una rata base con profit sharing agreement; un lusso che viene solitamente riservato alle major companies o ai grandi trader: OSG, Geden Lines, Ugland e Jacob”.
Prossimo passo lavorare con gli italiani, quella patria amata ed odiata dal nonno, che aveva alcune cose tricolore da cui non riusciva a staccarsi, come la sua Sampdoria (di cui fu Presidente) e sopratutto l’amato Circolo Golf Margara, inventato da una cascina acquisita per far giocare i bimbi. “Ci sono armatori italiani molto in gamba, che guardo con grande ammirazione come ad esempio Montanari e Zacchello; sarei onorato in un futuro di poter collaborare con qualcuno di loro...” lascia in sospeso Lauro, pronto a gettare l’entusiasmo della sua forte fibra giovanile (e' un gigante buono di quasi 2 metri di altezza).
“Viaggio circa 200 giorni all’anno alla ricerca costante di nuovo business, e molto nei fine settimana per ridurre al minimo l’assenza dall’ufficio. Lo faccio con passione e dedizione ed essendo single non ho il problema della famiglia; alla fine questo e' un mestiere molto eccitante, mi ritengo fortunatissimo a fare questo lavoro con business partners dai quali imparo quotidianamente e dai quali sono riuscito ad ottenere fiducia incondizionata”.
Stargli dietro non e' dunque impresa facile, per chiunque. “Il matrimonio? Dopo i 35 anni, direi ma chi lo sa? Per ora mi diletto a golf, dove si fanno incontri di lavoro assai stimolanti. Peccato solo per il mio handicap insufficiente!”