L’armatore, erede del Senatore Bibolini, aveva gia' preparato la successione. Il potere al giovane nipote Emanuele Lauro.
Risale allo scorso dicembre a Lerici, in occasione della commemorazione del Sen. Giovanni Battista Bibolini - padre putativo, di cui un busto e' conservato negli uffici di Montecarlo - l’ultima apparizione pubblica di Glauco Lolli Ghetti, scomparso all’eta' di 85 anni.
In quella circostanza l’armatore, gia' segnato da una salute traballante negli ultimi tempi, aveva confidato di essere tranquillo per la successione in azienda.
Da sempre assertore della necessita' di linfa fresca per dare vigore alle societa' - "i giovani sono la ricchezza di qualunque impresa" aveva affermato in un’intervista rilasciataci nel 1998 – Lolli Ghetti era stato lui stesso designato al potere in maniera inusitata.
Nato nel 1921 a Ferentino (Frosinone) "di origine siamo Ernici, non Etruschi!" precisava con orgoglio - dove faceva visita regolare ogni anno malgrado i 5 bypass, una Laurea in Chimica Farmaceutica, Lolli Ghetti era arrivato allo shipping in maniera incidentale, conoscendo quella che sarebbe diventata sua moglie, nipote del grande armatore lericino, purtroppo deceduta tragicamente nel partorire l’adorata quarta figlia Maria Amelia; l’unica dei quattro figli (gli altri sono Alberto, Annalisa e Giovanna) coinvolta nel business e nominata amministratore delegato nel 1990.
Entrato a collaborare col gruppo armatoriale Bibolini come Direttore Amministrativo, poi coprendo posti di maggiore responsabilita', alla morte del Senatore nel 1955 dette vita alla Carboflotta insieme al cugino Telesio e nel 1964 creo' la nuova compagnia Carbonavi, con tre sole unita' subito avviando un poderoso potenziamento grazie ad importanti contratti di trasporto. Nel 1972 rilevo' il controllo della NAI Navigazione Alta Italia dando vita ad una flotta che nel momento di massimo fulgore ebbe oltre cinquanta navi in esercizio, comprese le prime VLCCs sotto bandiera italiana.
Creatore nel 1966 delle prime petroliere ecologiche a doppio scafo – per questo ricevette il riconoscimento di Maritime Man of the Year 1970 – nel 1972 sali ai vertici dell’associazione di categoria nazionale (per 5 anni) favorendo la riunificazione di Confitarma.
Con interessi nel settore edilizio-alberghiero (Prato Nevoso) e ideatore nel 1974 della splendida tenuta della Margara (Alessandria), uno dei Golf Club più belli d'Italia, presidente dell’amata Sampdoria in due circostanze (1961-1965 e 1974-1978) prima di cedere a Paolo Mantovani anche la squadra di calcio, dopo la flotta NAI (travolta da un crack finanziario cui peraltro Lolli Ghetti aveva saputo sottrarsi per tempo, rifugiandosi a New York prima – dove aveva rilevato la Scorpio – e nel Principato monegasco successivamente), era stato nominato Cavaliere del Lavoro nel 1973.
Il potere al giovane nipote Emanuele Lauro
"Con grande dolore informiamo che ci ha lasciato il Dr. Glauco Lolli Ghetti. Nella memoria del nostro Fondatore e Presidente, la famiglia si impegna a proseguire il piano di sviluppo della Scorpio Ship Management S.A.M".
Due righe concise ma sentite con cui il giovanissimo amministratore delegato, Emanuele A. Lauro (26 anni) ha ufficializzato cio' che negli ambienti dello shipping internazionale era gia' noto: l’arguto armatore di origine laziale aveva designato da tempo il nipote alla guida della societa'.
"Sta bruciando le tappe; e' abile e modesto con questa faccia da bravo ragazzo" confermava l’armatore che nel 2003 aveva chiamato Lauro – figlio del genero Roberto, nessuna parentela con l’omonima famiglia di armatori partenopei - per affidargli l’eredita' aziendale a soli 23 anni.
"Emanuele e' in gamba; ho voluto trasmettergli le mie competenze e conoscenze, e lui ha gia' preso possesso dell’azienda. E’ sveglio, anche troppo, io ormai sono vecchio" andava affermando, subito pero' precisando: "Facciamo in fretta perche' devo andare in ufficio a lavorare" a dimostrazione di uno spirito mai domo, al di la' degli acciacchi.
Che Lauro sia ‘bravo’ come diceva il nonno in fondo tranquillizza, considerando la sua stazza; oltre 190 cm ed un fisico buono per il football americano… Il giovane manager ha studiato a Venezia alla Morosini e poi si e' affinato all’Universita' di Londra. "Il nonno mi chiamo' a Montecarlo nel 2003 quando stava rivendendo due navi in costruzione in Corea".
Risale a poco dopo la costituzione del pool commerciale Jacob Scorpio Tankers a Londra e poi nel 2005 in Germania della Scorship Tankers KG, una joint venture con la Konig&Cie che gestisce una flotta di petroliere ed OBO, costruite in Corea, Croazia e Cina.